Mettere in Regola la Baby Sitter: la Guida Definitiva

Spesso si pensa che, soprattutto nel caso di prestazioni occasionali, una baby sitter possa essere pagata solamente in nero e non esistano altre opzioni o comunque che la regolarizzazione sia un processo troppo complicato. 

Non c’è niente di più sbagliato! Noi di Yoopies insistiamo sempre sull’importanza di dichiarare qualsiasi prestazione lavorativa, che sia regolare o occasionale. Il lavoro in nero, oltre che essere assolutamente vietato dalla legge italiana, è una situazione scomoda sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Così come ognuno di noi ha diritto di vedersi riconoscere un compenso per il proprio lavoro, questo compenso deve essere adeguatamente accompagnato da garanzie e sicurezze dal punto di vista della previdenza sociale. Per questo motivo il lavoro non dichiarato è una pratica pericolosa soprattutto per il lavoratore, perché nel caso di infortuni o altri problemi non vi è alcuna garanzia, e spesso questo aspetto viene sottovalutato da entrambe le parti. Anche il datore di lavoro va incontro a dei rischi, perché può essere denunciato trovandosi a dover pagare multe salatissime e tutto ciò che non è stato dichiarato. 

La baby sitter è una figura importantissima per le famiglie, e va quindi tutelata. Il suo lavoro va riconosciuto e dichiarato proprio come ogni altro lavoro, anche quando si tratta solo di poche ore al mese. Prendersi cura dei figli di altre persone comporta grandi responsabilità ed è giusto che il datore di lavoro metta la propria baby sitter nelle condizioni di sentirsi apprezzata e, cosa più importante, sicura mentre svolge il suo lavoro con passione. 

1) Soluzioni per regolarizzare la baby sitter

2) Vantaggi per l’assunzione baby sitter con contratto a tempo indeterminato

3) Rischi per la mancata regolarizzazione

4) L’assunzione della baby sitter in 6 step

5) Reintroduzione del bonus baby sitter

1) Soluzioni per regolarizzare la baby sitter

Ci sono diverse soluzioni per regolarizzare il rapporto di lavoro con la vostra baby sitter, che variano in base alle vostre esigenze e al tipo di prestazione. 

  1. Contratto Collettivo Nazionale del lavoro domestico. Baby sitter e tate  rientrano in questa tipologia di contratto e possono essere assunte o a tempo determinato o a tempo indeterminato.
  2. Il libretto di famiglia. Se la tata lavora saltuariamente e non in modo continuativo e costante presso la vostra famiglia, si può regolarizzarla utilizzando il libretto di famiglia dell’INPS.  Libretto previsto per rapporti occasionali, utilizzabile solo da persone fisiche e registrate al portale INPS.
  3. Agenzie specializzate. I genitori si possono rivolgere ad agenzie specializzate in servizi baby-sitting pagando in maniera indiretta la lavoratrice, che in questo caso viene assunta direttamente dall’agenzia. Questa soluzione ovviamente prevede dei costi di commissione piuttosto ingenti per il lavoro svolto dall’agenzia. 

2) Vantaggi per l’assunzione baby sitter con contratto a tempo indeterminato

Se si decide di mettere in regola la baby sitter con un contratto a tempo indeterminato,  i vantaggi del datore di lavoro sono diversi. La legge italiana tende a tutelare il datore di lavoro con:

  • una copertura assicurativa INAIL nei confronti del lavoratore. L’assicurazione prevede la copertura infortuni nel tragitto casa-lavoro e viceversa e durante le ore lavorative. 
  • la possibilità di detrarre in dichiarazione dei redditi, fino ad un massimo di 1549,37€, i contributi previdenziali e assistenziali versati per la lavoratrice. In più, sempre che il contratto sia stato stipulato a tempo indeterminato, ci sono ulteriori vantaggi quali:
  • rescissione del contratto senza bisogno di giustificare la causa;
  • contributi più bassi;
  • maggiore flessibilità per ferie e malattia.

3) Rischi per la mancata regolarizzazione

E chiaro che non dichiarare il rapporto di lavoro è assolutamente illegale, ma quali sono i rischi concreti in cui si incorre? Innanzitutto il collaboratore o la collaboratrice possono denunciare la situazione all’ispettorato del lavoro per ottenere tutto quello che era dovuto e non è stato pagato: contributi, ferie, tredicesima, tfr, permessi, ecc. 

A causa della mancata regolarizzazione del rapporto di lavoro si va  incontro ad una doppia sanzione dovuta a:

  • l’aver omesso la comunicazione di assunzione all’INPS, con il pagamento di una sanzione che oscilla tra i 200 ai 500 Euro per lavoratore.
  • l’aver assunto in nero non effettuando l’iscrizione all’INPS. Questa sanzione, conseguente alla prima, può essere molto salata in quanto può oscillare dai €1500 ai € 12000 per ciascun lavoratore in nero. 

4) L’assunzione della baby sitter in 6 step

  • Essere in possesso di  tutta la documentazione necessaria   
    La babysitter e il genitore devono adempiere ad alcuni obblighi a seconda della provenienza e della cittadinanza del lavoratore e quindi reperire la documentazione necessaria per instaurare il rapporto di lavoro. Senza questa  documentazione non si può instaurare alcun rapporto di lavoro.
  • Stipulare in forma scritta e privata il contratto di lavoro
    Una volta ottenuta tutta la documentazione necessaria, è possibile formalizzare l’assunzione. Il genitore deve comunicare all’INPS nei tempi stabiliti l’avvio del rapporto di lavoro.
  • Versamento dei contributi                                                                                      
    La babysitter è ufficialmente iscritta all’INPS, che a sua volta aprirà una posizione assicurativa. Sulla base della effettiva tariffa oraria, il genitore dovrà poi versare i contributi della babysitter (è possibile farlo anche online).
  • Modificare il rapporto di lavoro
    È possibile effettuare online qualsiasi variazione del rapporto di lavoro domestico. Sia babysitter che genitori possono decidere di cessare la collaborazione. Tuttavia, sia in caso di dimissioni che di licenziamento, è necessario fornire un preavviso alla controparte.
  • Accedere alla prestazioni da parte del o della babysitter
    Grazie ai versamenti effettuati dal genitore, la babysitter può accedere a una serie di prestazioni assicurative e pensionistiche.

5. Reintroduzione del bonus baby sitter

Il bonus baby-sitter da 1.000 euro introdotto dal Decreto Ristori Bis è un contributo economico di 1000 euro per le famiglie con figli in cui padre e madre lavorano. 

Può essere richiesto solo da liberi professionisti e solo per figli minori rimasti a casa a causa della chiusura delle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado, dovuta alla pandemia da coronavirus.

Quindi può essere richiesto solo da genitori che abbiano figli che frequentano la 2° e 3° media.

Per quanto riguarda il libretto di famiglia, questo può essere utilizzato per pagare prestazioni occasionali della baby-sitter, ovvero le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, con compensi di importo non superiore a 2.500 euro/anno (250 ore).

Il Libretto Famiglia è composto da titoli di pagamento dal valore nominale di 10 euro da utilizzare per pagare prestazioni di lavoro occasionale di durata non superiore ad 1 ora.

Quindi il costo della prestazione sarà di 10 euro/ora, 8 euro dei quali andranno al lavoratore come compenso per  la prestazione e i rimanenti 2 euro saranno utilizzati per pagare i contributi, l’assicurazione INAIL e altre spese accessorie.

Prima di ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionale il datore deve alimentare il proprio portafoglio telematico, versando una somma volta a finanziare l’attività che dovrà retribuire.

L’importo dovuto sarà poi erogato dall’INPS e accreditato sul conto del prestatore entro il 15 del mese successivo a quello della prestazione.

Le novità più rilevanti concernenti il settore del babysitting sono le seguenti:

  • Nel nuovo contratto saranno previsti il pagamento di indennità mensili pari a circa 115,76 euro per le babysitter che si occupano dell’assistenza di un bambino fino al sesto anno d’età;
  • L’unico livello di inquadramento per le babysitter è il BS, andando quindi a escludere quelle che svolgevano mansioni occasionali e le badanti che si prendevano cura dei bambini con età inferiore ai tre anni.

 I costi delle agenzie specializzate possono essere proibitivi (arrivando fino al 20% dello stipendio della vostra baby sitter) e centri CAF e patronati possono richiedere tra i 120€  e i 300€ per la gestione annuale di tutte le voci del contratto. Per questo, se sei interessato/a ad una soluzione alternativa e personalizzata, scopri l’offerta di Sportello Mamme dedicata agli utenti di Yoopies, clicca qui!