Sintomi dell’autismo nei bambini e negli adolescenti | Diagnosi precoce, trattamento

L’autismo è un disturbo dello sviluppo di origine neurologica che influisce sul funzionamento dell’individuo in termini di comunicazione, relazioni sociali e comportamenti. Può manifestarsi in molti modi e in vari gradi, motivo per cui oggi si parla di spettro dei disturbi autistici. Grazie alla crescente consapevolezza sociale e ai progressi nella diagnostica, è possibile riconoscere più rapidamente i sintomi, il che offre una reale possibilità di fornire un sostegno efficace.

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Che cos’è l’autismo?

L’autismo è un disturbo dello sviluppo neurologico che si manifesta nella prima infanzia e accompagna la persona per tutta la vita. È caratterizzato da difficoltà nell’instaurare rapporti sociali, comunicazione limitata o anomala (verbale e non verbale) e presenza di comportamenti rigidi e schemi di azione ripetitivi. In molte persone si osservano anche reazioni atipiche agli stimoli sensoriali, ad esempio un’eccessiva sensibilità ai suoni, alla luce, al tatto o agli odori.

Quali sintomi possono indicare l’autismo?

I primi sintomi dell’autismo possono essere notati già nel secondo anno di vita. Alcuni bambini non reagiscono al proprio nome, non mantengono il contatto visivo e non mostrano interesse per le altre persone. A volte il bambino parla molto poco o per niente, e le sue espressioni verbali, se presenti, sono ripetitive o inadeguate alla situazione. Altrettanto caratteristici sono i movimenti ripetitivi (come dondolarsi o agitare le braccia), la difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti e il forte attaccamento a schemi e rituali.

I sintomi possono variare da bambino a bambino, e la loro intensità e portata sono molto individuali. Alcuni bambini con autismo mostrano una memoria straordinaria, interessi precisi o abilità avanzate in determinati campi, ma allo stesso tempo hanno difficoltà nel funzionamento sociale.

Bambine e bambini: i sintomi differiscono tra i sessi?

Da studi e osservazioni cliniche risulta che le bambine spesso presentano sintomi di autismo meno evidenti rispetto ai bambini. Sono più brave a mascherare le loro difficoltà, imparando dall’osservazione e dall’imitazione dei comportamenti dei loro coetanei. Per questo motivo possono essere percepite come “timide” o “introverse” e i loro disturbi rimangono non diagnosticati per molto tempo. I bambini, invece, mostrano più spesso sintomi classici, come la mancanza di contatto visivo, movimenti stereotipati o ecolalia.

L’importanza della diagnosi precoce

La diagnosi precoce dell’autismo consente di iniziare più rapidamente la terapia, fatto che influisce in modo significativo sullo sviluppo futuro del bambino. Quanto prima si interviene, tanto maggiori sono le possibilità di migliorare le abilità sociali, comunicative e di autonomia. I bambini che ricevono sostegno nei primi anni di vita hanno anche maggiori capacità di adattamento all’asilo, a scuola e nell’età adulta.

Per i genitori la diagnosi può essere uno shock, ma anche l’inizio di un percorso verso una migliore comprensione dei bisogni del bambino. Consente non solo di avvalersi di un aiuto specialistico, ma anche di ottenere un sostegno psicologico ed educativo, che è inestimabile nel funzionamento quotidiano della famiglia.

Il linguaggio come segnale di avvertimento

Lo sviluppo del linguaggio è uno degli ambiti più evidenti in cui possono manifestarsi disturbi dello spettro autistico. Il bambino può non balbettare, non pronunciare le prime parole nel momento tipico e il suo linguaggio, se presente, può essere monotono, cantilenante o privo di funzione comunicativa. Spesso si verifica l’ecolalia, ovvero la ripetizione di parole o frasi ascoltate da altre persone. Alcuni bambini creano parole proprie o attribuiscono nomi inventati agli oggetti, il che può anche essere un segno di disturbo.

Come avviene la diagnosi?

Il processo diagnostico dell’autismo comprende diverse fasi. Di solito inizia con una consultazione con un pediatra o uno psicologo infantile, che indirizza il bambino verso ulteriori esami.
È necessario osservare il comportamento in diverse situazioni, raccogliere informazioni sullo sviluppo dai genitori ed eseguire test specialistici. Gli strumenti più comunemente utilizzati sono l’ADOS (Autism Diagnostic Observation Schedule) e l’ADI-R (Autism Diagnostic Interview – Revised).

È importante che la diagnosi venga effettuata da un team di specialisti: uno psicologo, uno psichiatra infantile, un logopedista e un terapista dell’integrazione sensoriale. Solo un approccio globale consente di determinare il grado di disturbo e pianificare una terapia efficace.

Autismo in età prescolare e scolare

Nei bambini in età prescolare e scolare, i sintomi dell’autismo possono essere più complessi e influire sul funzionamento quotidiano nell’ambiente scolastico e tra i coetanei. Spesso si osserva una mancanza di interesse nel giocare con gli altri, difficoltà nella comprensione delle regole sociali e incapacità di sostenere una conversazione. Il bambino può reagire con forte ansia o aggressività ai cambiamenti nella routine, mostrare impulsività e iperattività. Invece di giocare in modo tematico, ripete le stesse attività o si concentra su un unico argomento di interesse.

Come si presenta una terapia efficace?

L’efficacia della terapia dipende dalle esigenze individuali del bambino e dall’intensità del sostegno. Tra i metodi più comunemente utilizzati vi sono:

  • Terapia comportamentale – consiste nel rafforzare i comportamenti desiderati e nell’eliminare quelli disadattivi. Insegna ai bambini l’autonomia, la comunicazione e l’interazione con l’ambiente circostante.
  • Terapia logopedica e comunicativa – favorisce lo sviluppo del linguaggio e, in caso di sua assenza, sviluppa forme alternative di comunicazione.
  • Terapia occupazionale e sensoriale – aiuta a regolare le reazioni agli stimoli e sviluppa l’abilità e l’indipendenza.
  • Supporto psicologico – coinvolge anche tutta la famiglia e aiuta ad affrontare le sfide emotive.

Quali sono i benefici della terapia?

I bambini che seguono una terapia adeguata hanno maggiori possibilità di sviluppare capacità comunicative e sociali, imparano a riconoscere e controllare le emozioni e acquisiscono una maggiore indipendenza. La terapia aiuta anche a ridurre i comportamenti difficili e a costruire relazioni con i coetanei. Allo stesso tempo, sostiene la famiglia fornendo gli strumenti e le conoscenze necessarie per la vita quotidiana.

Parlare con il bambino della diagnosi

Informare il bambino della diagnosi dovrebbe essere un processo ponderato e adeguato alla sua età e al suo livello di comprensione. La conversazione dovrebbe svolgersi in un’atmosfera sicura, senza giudizi e con un chiaro messaggio di accettazione. È importante parlare in modo semplice, evitare termini medici difficili e concentrarsi sul fatto che ogni persona è diversa, e questo va bene. È bene anche sottolineare che il bambino non è solo, ma ha il sostegno dei suoi cari e di specialisti che lo aiuteranno a comprendere meglio il mondo.

Dove cercare aiuto?

I genitori di bambini affetti da autismo possono cercare sostegno in molti luoghi. Centri di consulenza psicologica e pedagogica, fondazioni che si occupano dello spettro autistico, gruppi di sostegno per genitori e centri terapeutici specializzati offrono non solo assistenza tecnica, ma anche sostegno emotivo. Un intervento precoce, condotto in modo professionale e sistematico, offre una reale possibilità di migliorare la qualità della vita del bambino e di tutta la famiglia.


Elaborato sulla base di:

  • M. Jarema (red.), Psichiatria, Varsavia 2011, 2016
  • A. Bryńska, J. Komender, G. Jagielska, Autismo e sindrome di Asperger, Varsavia 2009
  • M. Kanar, Sostegno agli adulti affetti da autismo, 2019
  • S. Pawlik, La diagnosi dello spettro autistico negli adulti come svolta biografica, 2019

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